Torna a grande richiesta 'Letizia va alla guerra - La suora, la sposa e la puttana' con Tiziano Caputo dal 9 aprile al Teatro della Cometa

Torna a grande richiesta 'Letizia va alla guerra - La suora, la sposa e la puttana' con Tiziano Caputo dal 9 aprile al Teatro della Cometa

Torna a grande richiesta 'Letizia va alla guerra - La suora, la sposa e la puttana' con Tiziano Caputo dal 9 aprile al Teatro della Cometa

Da martedì 9 aprile 2019 a domenica 14 aprile 2019

LETIZIA VA ALLA GUERRA

di Agnese Fallongo

ideazione e regia Adriano Evangelisti

arrangiamento e accompagnamento musicale dal vivo Tiziano Caputo

prodotto da GITIESSE Artisti Riuniti diretta da Geppy Gleijeses

Tre grandi donne, due guerre mondiali, un sottile fil rouge ad unirle: uno stesso nome, un unico destino. Letizia va alla guerra è un racconto tragicomico, di tenerezza e verità. Tre donne del popolo, irrimediabilmente travolte dalla guerra nel loro quotidiano, che si ritroveranno a sconvolgere le proprie vite e a compiere, in nome dell'amore, piccoli grandi atti di coraggio.

La prima Letizia è una giovane sposa, partita dalla Sicilia per il fronte carnico, in Friuli, come "portatrice di gerle" durante la Prima Guerra Mondiale, nella speranza di ritrovare suo marito, Michele, chiamato alle armi il giorno stesso delle nozze.

La seconda Letizia, invece, è un'orfanella cresciuta a Littoria (Latina) dalle suore e riconosciuta dalla zia, unica parente rimastale, solo dopo aver raggiunto la maggiore età. I suoi 21 anni, compiuti nel giugno del 1940, coincideranno, però, con l'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale al fianco della Germania. Sarà proprio la richiesta di incremento di personale femminile per il contesto bellico a condurla a Roma piena di speranze e aspettative per il futuro.

Infine Suor Letizia, un'anziana sorella dalle origini venete e dai modi bruschi che, presi i voti in tarda età vinta dal senso di colpa per un errore di gioventù, si rivelerà essere, suo malgrado, il sorprendente"trait d'union" dei destini di queste donne tanto lontane quanto unite.

Tre storie di vita, narrate rispettivamente in dialetto siciliano, romano e veneto che si susseguono come tre capitoli di un unico racconto. Un omaggio alle vite preziose di persone "comuni", che, pur senza esserne protagoniste, hanno fatto la Storia.

Impreziosito da musiche e canzoni popolari eseguite dal vivo, prende vita un brillante, triplo "soliloquio dialogato", che, pur nel suo retrogusto amaro, saprà accompagnare lo spettatore in un viaggio ironico e scanzonato. Uno spettacolo delicato che racconta uno spaccato drammatico della storia d'Italia: la Prima e la Seconda Guerra Mondiale; capace, tuttavia, di alternare momenti di pura comicità ad attimi di commozione, in un susseguirsi di situazioni dal ritmo incalzante in cui spesso una lacrima lascia il posto al sorriso.

Ma ogni notte, da cento anni a questa parte, quando sento di due anime innamorate divise dalla guerra io sotto terra, mi votu e mi rivotu, suspirannu.

Ma nun se decide come se nasce, forse giusto un po' come se vive, manco troppo, figuriamoci se se po' decide come morì!

"El Segnor me ciamò a diventar la sua sposa, mai me sarei immaginà de macchiar el nostro amor co un simile peccà..."

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